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Milas
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mwegMilas (anticamente mwewMilasa, in mwfagreco mwfqΜύλασα), è una città della mwfgTurchia, centro dell'mwfwomonimo distretto della mwgaprovincia di Muğla.
La città fu la prima capitale dell'antica mwggCaria e del mwgwbeylik anatolico di mwhaMenteşeoğulları in epoca medievale.
L'abitato di Milas presenta le caratteristiche generali di una città con economia focalizzata sull'agricoltura e acquacoltura, con le relative attività industriali, servizi, trasporti (in particolare dopo l'apertura dell'mwhgaeroporto di Milas-Bodrum), turismo e cultura. Il centro è a una distanza di circa venti chilometri dalla costa ed è effettivamente più vicino all'aeroporto di Bodrum stessa. Molti passeggeri in arrivo nel periodo estivo sempre più optano per rimanere a Milas anziché a Bodrum, dove è probabile che sia difficile trovare alloggio.
Contents
• Storia
• Note
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Etimologia
Il nome Milasa, con il vecchio suffisso anatolico terminante in mwig- asa è una prova sufficiente della sua fondazione molto antica. Sulla base della sillaba mwiw-mil, trovata anche nel nome con cui i mwjaLici chiamavano se stessi (mwjqTrmili), una teoria sostenuta da alcuni collega il nome di Milasa con il passaggio dei Lici da mwjgMileto, che secondo mwjwEforo fu fondata dai Lici stessi col nome di Millawanda prima di dirigersi verso la loro destinazione finale nel sud dell'Anatolia. Ma niente altro fa supporre un'origine licia per il nome Milasa.cite-ref-1[1] mwlaStefano di Bisanzio nel suo mwlqEthnica dice che la città prese il nome da un certo Mylasus, figlio di Crisaore e discendente di Sisifo ed Eolo: una spiegazione che alcune fonti ritengono inconsistente per una città della mwlgCaria.cite-ref-2[2]
Storia
La prima datazione storica della città è posta all'inizio del VII secolo a.C., quando viene menzionato un regnante della mwowCaria a Milasa, di nome Arselis, che avrebbe aiutato mwpaGige re di Lydia nella sua contesa per il trono di Lidia. L'episodio stesso è all'origine dei racconti che riguardano l'inizio del culto e dell'erezione della statua di Zeus Labrandeo nella vicina città di Labranda, ritenuto sacro dai popoli che attraversarono l'Anatolia occidentale, con la statua dedicata, i mwpqlabrys portate dagli Arselis dalla Lidia.
Zeus Labrandeo (a volte anche detto "Zeus Stratios") è una delle tre divinità proprie di Milasa, tutte denominate Zeus, ma ciascuna recante caratteristiche indigene. Di queste, il culto di mwpwZeus Cario fu anche notevole per essere esclusivamente riservato, al di fuori dei Cariani, a loro congiunti della Lidia e della mwqaMisia. Uno dei templi più belli è anche quello dedicato a Zeus Osogoa (originariamente solo mwqqOsogoa), riconducibile a quando i Cariani erano stati navigatori, e che ha richiamato per il geografo mwqgPausania l'mwqwAcropoli di mwraAtene.cite-ref-3[3]
Periodo persiano
Sotto i dominatori mwswAchemenidi, Milasa divenne la principale città della Caria. Un governatore nominato dall'mwtaImperatore persiano (mwtqsatrapo) governò la città con diversi gradi di sottomissione all'imperatore. Tra 460-450 a.C., Milasa era membro di spicco a livello regionale della mwtgLega Delio-Attica, come una delle città più importanti della Caria, ma il dominio persiano fu ripristinato verso la fine del secolo stesso.
Dinastia ecatomnide
La dinastia chiamata mwuqecatomnide, fondata dal cario mwugEcatomno, continuò sotto i suoi figli e figlie che erano ufficialmente Satrapi dell'Impero persiano. Milasa era allo stesso tempo loro città natale e la loro capitale. Ma soprattutto durante il lungo Regno di mwuwMausolus divennero di fatto governatori della Caria e di un'estesa regione circostante tra il 377-352 a.C.
Fu durante il Regno di mwvqMausolo che la capitale fu spostata a mwvgAlicarnasso, ma Milasa mantenne la sua importanza. Mausolo fu il costruttore del celebre mwvwMausoleo. La parola "mwwaMausoleo" deriva da questo sovrano della Caria.
Periodo Romano
Nel 40 a.C. Milasa subì gravi danni quando fu conquistata da mwxwLabieno durante la mwyaGuerra civile romana. Nel periodo greco-romano, anche se la città è stata contesa tra i successori di mwyqAlessandro Magno, ha goduto di una stagione di grande prosperità, e le tre città limitrofe di mwygEuromos, Olymos e Labranda sono stati incluse nei suoi confini.
Milasa è frequentemente citata dagli antichi scrittori. All'epoca di mwzgStrabone la città vantava due oratori famosi, Euthydemos (Εὐθύδημος) e Hybreas (Ὑβρέας). Varie iscrizioni ci dicono che i culti della Frigia erano rappresentati dal culto di mwzwSabazio; l'Egiziano, derivante da quello di mwaaIside e mwaqOsiride. C'era anche un tempio dedicato a mwagNemesi. Un'iscrizione di Milasacite-ref-4[4] fornisce uno dei pochi dati certi sulla vita di mwbwCornelio Tacito; lo qualifica come governatore dell'mwcaAsia.
Era cristiana
Tra i vescovi di antichi di Milasa vi era sant'mwdaEfrem (V secolo), la cui commemorazione viene tenuta il 23 gennaio, e le cui reliquie furono venerate nella vicina città di Leuke. Cirillo e il suo successore, Paolo, sono menzionati da mwdgNiceforo Callisto Xanthopouloscite-ref-5[5] e nella mwewVita di Santo Xene. mwfaMichel Le Quien cita i nomi di altri tre vescovi,cite-ref-6[6] e le iscrizioni scoperte del periodo si riferiscono anche ad altri due, uno anonimo,cite-ref-7[7] l'altro di nome Basilio, che ha costruito una chiesa in onore di mwhqSanto Stefano.cite-ref-8[8] San Xene di cui sopra era una nobildonna romana che, per sfuggire al matrimonio che i suoi genitori le volevano imporre, indossando abbigliamento maschile lasciò il suo paese, cambiò il suo nome da Eusebia a Xene ("lo straniero") e visse in primo luogo sull'isola di mwigCos, poi a Milasa. Dopo la mwiwQuarta crociata, Milasa è rimasta una mwjaSede titolare della Chiesa cattolica, mwjqMylasensis; la sede è rimasta vacante dopo la morte dell'ultimo vescovo nel 1966.cite-ref-9[9]
Periodo turco
Bey di Menteşe
Milas e la regione circostante è stata conquistata dai mwmgturchi sotto il comando di Menteşe Bey nella metà del XIII secolo, che poi ha dato il suo nome al mwmwbeilikato (mwnaMenteşe) stabilendo la sua capitale in città. Il centro amministrativo dei suoi discendenti fu il castello di Beçin che si trova nei dintorni della cittadina omonima a una distanza di 5mwng km da Milas perché era più facile da difendere.
Impero Ottomano
Milas, insieme con l'intero Beylikato di Menteşe è stata conquistata dall'mwoqImpero ottomano nel 1390. Tuttavia, dodici anni dopo, mwogTamerlano e i suoi eserciti sconfissero gli Ottomani nella mwowBattaglia di Ankara poi restituì il controllo di questa regione ai governanti precedenti, (Menteşe) mwpaBey, come fece per altri Beilikati. Milas fu riportata sotto controllo mwpqottomano, questa volta nel 1420, dal mwpgSultano mwpwMehmed I. Uno dei primi atti degli Ottomani fu trasferire la sede amministrativa regionale a mwqaMuğla.
All'inizio del XX secolo, secondo i dati del 1912, il centro urbano dei Milas aveva una popolazione di 9.000 abitanti, dei quali circa 2.900 erano greci, più un migliaio di ebrei, ma la maggioranza era costituita da turchi.cite-ref-10[10] I greci di Milas furono scambiati con i turchi che vivevano in Grecia, ai sensi dell'accordo del 1923 per la mwrgscambio di popolazioni greche e turchmwrwe tra i due paesi, mentre la considerevole comunità ebraica è rimasta presenza stabile fino al 1950, data dalla quale ci fu l'emigrazione verso mwsaIsraele; Gli ebrei originari di Milas ancora oggi tornano a visitarla.
Note
cite-note-11. ↑ mwtwAntony G. Keen, mwuaDynastic Lycia: A political history of the Lycians and their relations with foreign powers, C. 545-362 ISBN 978-90-04-10956-8, Brill Publishers, Leiden, 1998.
cite-note-22. ↑ mwvqGeorge Ewart Bean, mwvgTurkey beyond the Meander ISBN 978-0-7195-4663-1, John Murray Publishers Ltd, London, 1989.
cite-note-33. ↑ Pausanias (il geografo), mwwwDescription of Greece: VIII, x, 3.
cite-note-44. ↑ L'iscrizione è pubblicata in lingua turca mwxwBulletin de correspondance hellénique, 1890, pp. 621-623.
cite-note-55. ↑ Nikephoros Kallistos Xanthopoulos. mwzaHistoria ecclesiastica: XIV, 52.
cite-note-66. ↑ mw0aMichel Le Quien. mw0qOriens Christianus, I, 921.
cite-note-77. ↑ mw1qmw1gCorpus Inscriptionum Graecarum, 9271.
cite-note-88. ↑ mw2gmw2wBulletin de correspondance hellenique, XIV, 616.
cite-note-99. ↑ mw3wMylasa (Titular See); mw4amw4qCatholic Encyclopedia: Mylasa".
cite-note-1010. ↑ Secondo le stesse fonti, per tutta l'area coperta dal sottodistretto (mw5qmw5gkaza) di Milas, queste cifre erano 28500 per tutta la popolazione, circa 21000 dei quali erano turchi e da 3500 a 7000, secondo le fonti diverse, sono stati i greci. Dati da Anagiostopoulou 1997 e Sotiriadis 1918.
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Collegamenti esterni
• mw6w(TR) Scheda su yerelnet.org.tr, su yerelnet.org.tr. URL consultato il 28 dicembre 2011 (archiviato dall'url originale il 16 maggio 2012).